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Nel 179° anniversario dell’Apparizione di La Salette
Il 19 settembre 1846 la Vergine apparve su una montagna delle Alpi francesi a due piccoli pastorelli, Melania e Massimino. La sua figura, assisa e in lacrime, è rimasta impressa nella memoria della Chiesa come una delle immagini più toccanti dell’amore materno di Maria.
La Madonna pianse per i peccati che offendevano il suo Figlio: la bestemmia, la profanazione della domenica, l’indifferenza dei cristiani, i peccati del clero. Pianse perché i cuori erano induriti, incapaci di conversione. Pianse per avvisarci che senza penitenza i mali spirituali avrebbero generato catastrofi anche sociali e politiche.
L'unicità dell'evento di La Salette, riconosciuta da tanti cristiani e da tanti santi, ma avversata e oscurata da molti di più, sta nel fatto che venne consegnato all'umanità un messaggio urgente, urgente ormai da 179 anni, perché mai pienamente accolto. Messaggio insieme chiarificatore, terribile e consolante in cui, è bene ricordarlo, si parla anche dell’Avvento dell’Anticristo.
Le parole della Beata Maria continuano allora a parlarci ancora oggi, quando l’oblio di Dio e la leggerezza verso i suoi comandamenti sembrano divenuti regola comune.
UNA MISSIONE CHE ATTRAVERSA I SECOLI
A La Salette la Vergine confermò ciò che san Luigi Maria Grignion de Montfort aveva profetizzato sugli “Apostoli degli ultimi tempi”: militi a servizio del regno di Cristo nei tempi bui in cui il principe delle tenebre sferrerà i suoi attacchi più violenti e tenderà le sue insidie più sottili alla Chiesa di Cristo.
Se infatti, come scrive Melania in una sua lettera, il beato Montfort ha visto da lontano l'ordine della Madre di Dio, alla Salette, la bella Signora viene a confermare personalmente i suoi figli prediletti e a dettare la regola in 33 punti che questi dovranno seguire.
Questa missione accompagnò Mélanie per tutta la vita. Le pagine del Diario dell’abbé Combe, che la seguì negli ultimi anni fino alla morte ad Altamura, in Puglia, mostrano una donna umile, povera e incomprensa, ma fedele fino alla fine al messaggio ricevuto. Non inventò una nuova dottrina: custodì ciò che le era stato affidato, spesso con fermezza scomoda, ma con coscienza limpida.
IL LEGAME CON PAPA LEONE XIII E SAN MICHELE ARCANGELO
Sono oggi i tempi di Papa Leone XIV. Al suo predecessore, Leone XIII, si deve non solo l’approvazione della regola - incaricando Melania di svolgere la missione proveniente dal Cielo - ma anche il far suo il messaggio profetico di La Salette condensato nella famosa preghiera a San Michele Arcangelo e nell'esorcismo da lui formulato, non senza ispirazione sovrannaturale.
Si sa anche che Melania, favorita sin dalla prima infanzia di doni mistici straordinari, ebbe la visione della morte di papa Pecci.
La veggente, sotto la cura spirituale dell’abbé Combe, ebbe infatti nel luglio 1903 una visione che lo stesso sacerdote annotò scrupolosamente nel suo diario.
«Ieri sera – disse Melania - pregavo per la Chiesa e specialmente per i suoi Ministri. Mi dicevo: com’è possibile che i fedeli siano ridotti così? Deve venire dai capi! Subito dopo le mie preghiere, non so se fosse verso mezzanotte, udii: “Ecco che io chiamo a me il mio Vicario.”»
Ella vide il Pontefice nel suo letto, contorto dal dolore, con gli occhi rovesciati e un solo prelato accanto a lui. Una scena silenziosa, ma segnata dall’impressione che la morte fosse imminente.
L’abbé Combe stesso riporta con emozione quanto Melania gli confidò: il Papa le appariva stanco, provato, quasi come se portasse sulle sue spalle il peso di una battaglia più grande di lui, nonché la grave responsabilità di cui si era caricato con la sua politica di riappacificazione nei confronti del governo massone francese.
Pochi giorni dopo, la notizia della morte di Leone XIII confermò ciò che la veggente aveva visto.
ATTUALITÀ DEL MESSAGGIO
A centosettantanove anni di distanza, il messaggio di La Salette non è un ricordo sbiadito, ma una parola viva. Maria non venne per seminare paura, bensì per richiamarci con amore alla verità: senza Dio l’uomo si perde, ma con la grazia ogni ferita può essere risanata. La sua voce resta urgente, chiarificatrice, terribile e consolante.
Oggi come allora, il pianto della Madre ci domanda se vogliamo restare spettatori o se desideriamo essere davvero figli della Luce. Non è questione di privilegi, ma di coerenza: pregare, santificare la domenica, combattere il peccato, vivere da cristiani autentici. In questo consiste la fedeltà che Maria chiese a due bambini di montagna e che oggi chiede anche a noi.
Il suo pianto, ieri come oggi, non è disperazione, ma promessa: il Figlio di Dio non abbandona la sua Chiesa e chi resta fedele alla Madre troverà luce anche nei tempi più oscuri.
Attribuzione immagine: Immagine AI generata con ChatGPT di OpenAI, modificata con Canva Pro.
Il pianto della Madre e la fedeltà dei figli della Luce