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I 2 CONSIGLI CHE POSSONO SALVARE LA TUA VITA SPIRITUALE
C’è una stanchezza che non si vede.
Non è quella del corpo.
È quella dell’anima che prova a rialzarsi… ma continua a ricadere nelle stesse distrazioni, negli stessi difetti, nella stessa tiepidezza.
All’inizio si combatte.
Si prega.
Si promette a Dio di cambiare.
Poi arrivano gli impegni, il rumore, la fretta.
E lentamente la vita spirituale perde forza.
Non perché una persona smetta improvvisamente di credere.
Ma perché smette, poco alla volta, di custodire il fuoco interiore.
Dom Jean-Baptiste Chautard, nel suo celebre libro L’Anima di ogni Apostolato, offre due consigli semplici ma profondissimi per perseverare nella pratica dei Comandamenti e non perdere la vita interiore dentro il caos della vita moderna.
IL PERICOLO CHE CRESCE NEL SILENZIO
Molti immaginano che una persona perda la vita spirituale all’improvviso.
Ma quasi mai accade così.
Più spesso succede lentamente.
In silenzio.
Si smette di raccogliersi.
Si prega con superficialità.
Si vive costantemente distratti.
E a poco a poco la voce di Dio diventa più lontana.
Dom Chautard spiega che senza un minimo di raccoglimento i peccati veniali iniziano a moltiplicarsi senza che quasi ce ne accorgiamo.
È questo il dramma nascosto di tante anime:
continuano a fare molte cose…
ma interiormente iniziano a svuotarsi.
IL PRIMO CONSIGLIO: CUSTODIRE I MEZZI CHE SALVANO L’ANIMA
Il primo consiglio è semplice.
Ma decisivo.
Non servono pratiche straordinarie.
Serve fedeltà.
Dom Chautard insiste sull’importanza di alcuni mezzi concreti:
la preghiera del mattino, la Santa Messa, i Sacramenti, l’esame di coscienza, la lettura spirituale.
Sono strumenti che mantengono viva la grazia di Dio nell’anima.
Perché la grazia non elimina la nostra collaborazione.
La chiede.
Ed esiste una differenza enorme tra consumare continuamente contenuti spirituali… e fermarsi davvero davanti a Dio.
Leggere.
Meditare.
Tacere.
Guardarsi dentro.
Anche solo per pochi minuti.
In un mondo che ci tiene sempre distratti, il raccoglimento diventa quasi una forma di resistenza spirituale.
Eppure, è proprio lì che l’anima torna a respirare.
QUANDO ANCHE LE COSE BUONE DIVENTANO UNA FUGA
Esiste un pericolo sottile perfino nelle opere buone.
Si può fare apostolato.
Parlare di fede.
Distribuire immagini, libri, medaglie.
Ma usare tutto questo per evitare la conversione personale.
Dom Chautard mette in guardia proprio da questa illusione.
L’unione con Cristo viene prima di ogni attività.
Perché senza vita interiore anche le opere migliori rischiano di diventare vuote.
E qui emerge una verità bellissima:
Dio continua a parlare all’anima.
Attraverso la coscienza.
Le circostanze.
La Madonna.
Gli Angeli Custodi.
La domanda non è se Dio parli.
La domanda è se siamo ancora capaci di ascoltare.
IL SECONDO CONSIGLIO: NON PENSARE MAI CHE SIA FINITA
Il secondo consiglio di Dom Chautard è profondamente consolante.
Qualunque sia il nostro stato spirituale…
si può sempre ricominciare.
Sempre.
L’autore ricorda che se una persona desidera sinceramente pregare e tornare fedele alla grazia, Gesù le offrirà tutti i mezzi necessari per ritrovare la vita interiore.
Questa verità cambia tutto.
Perché molte anime vivono schiacciate dal passato.
Dalle cadute.
Dagli anni perduti.
Pensano che sia troppo tardi.
Ma Dio non ragiona come gli uomini.
Finché c’è vita…
c’è ancora una strada aperta.
Anche dopo lunghi periodi di tiepidezza.
Anche dopo grandi errori.
Anche nella vecchiaia.
La grazia può rifiorire.
Ed è allora che diventano vive le parole del profeta Isaia:
“Tu sarai come un giardino irrigato e come una sorgente d’acqua viva”.
PERSEVERARE SIGNIFICA RICOMINCIARE
Molti immaginano la santità come una salita perfetta.
Ma spesso la vera perseveranza nasce proprio dopo le cadute.
Ogni volta che un’anima ritorna a Dio.
Ogni volta che ricomincia.
Ogni volta che sceglie ancora la grazia invece dello scoraggiamento.
La vita spirituale cresce nel silenzio delle piccole fedeltà.
Una preghiera fatta bene.
Un esame di coscienza sincero.
Un momento di raccoglimento custodito con amore.
È lì che Cristo continua a vivere nell’anima.
E forse la santità inizia proprio così:
non nel fare cose straordinarie,
ma nel non smettere mai di tornare a Dio.
Attribuzione immagine: Immagine AI generata con ChatGPT di OpenAI, modificata con Canva Pro