"Gli Angeli sono con noi" è un progetto dell’Associazione Luci sull'Est www.lucisullest.it
IL TUO ANGELO CUSTODE CONOSCE LA PERSONA CHE SEI CHIAMATO A DIVENTARE
Hai mai pensato che il tuo Angelo custode possa conoscere la parte più profonda della tua anima?
Non soltanto le tue paure.
Non soltanto le tentazioni che affronti o i pericoli dai quali deve proteggerti.
E se conoscesse anche la persona che Dio desidera tu diventi?
Accanto a te potrebbe esserci una creatura celeste che contempla, nella luce di Dio, la tua vocazione nella sua forma più bella.
Una creatura che vede le tue fragilità, ma non si ferma ad esse.
Vede anche ciò che ancora non riesci a vedere.
La santità alla quale sei chiamato.
UNA PRESENZA CHE RISCHIAMO DI DIMENTICARE
Molti cristiani conservano dell’Angelo custode un’immagine legata all’infanzia.
Un Angelo che protegge un bambino mentre attraversa un ponte.
Una presenza dolce, rassicurante, quasi decorativa.
Questa immagine contiene una verità. Ma non esprime tutta la grandezza della missione affidata agli Angeli.
Il tuo Angelo custode non è soltanto colui che cerca di preservarti da un incidente o da un pericolo materiale.
La sua missione riguarda soprattutto la tua anima.
La tradizionale preghiera all’Angelo di Dio gli attribuisce quattro compiti: illuminare, custodire, reggere e governare.
Sono parole profonde.
Custodire significa proteggere.
Illuminare significa aiutare l’intelligenza a riconoscere il vero.
Reggere significa sostenere nella debolezza.
Governare significa orientare verso il bene.
L’Angelo non sostituisce la tua libertà. Non prende decisioni al tuo posto.
Ti accompagna, invece, perché quella libertà possa riconoscere e scegliere ciò che conduce a Dio.
IL COMBATTIMENTO INTORNO ALLA TUA VOCAZIONE
La vita spirituale non si svolge in un territorio neutrale.
Ogni persona porta dentro di sé una vocazione, ma sperimenta anche inclinazioni, paure e ferite che sembrano condurla nella direzione opposta.
Sai di essere chiamato alla pazienza, ma senti crescere l’irritazione.
Desideri vivere nella purezza, ma sei assalito dalla tentazione.
Vorresti abbandonarti alla Provvidenza, ma l’ansia sembra dominare ogni pensiero.
Questa tensione può diventare scoraggiante.
A volte osservi ciò che sei e ti sembra impossibile diventare ciò che dovresti essere.
È proprio dentro questa distanza che si inserisce la missione dell’Angelo custode.
Egli conosce le possibilità della tua anima.
Conosce le grazie che Dio ti offre.
Conosce anche gli abissi nei quali potresti cadere allontanandoti dal bene.
Non ti guarda con il disprezzo di chi constata un fallimento.
Ti guarda alla luce del progetto divino.
LA TRASFORMAZIONE CRISTIANA
Per comprendere questo rapporto, bisogna partire dal cuore della vita cristiana.
La santità non consiste soltanto nel compiere esteriormente alcune azioni corrette.
Una persona può mostrarsi paziente senza possedere ancora la vera pazienza.
Può compiere gesti generosi continuando a cercare, nel profondo, soltanto sé stessa.
Può pronunciare parole di fede mentre il cuore rimane dominato dalla paura.
La virtù cristiana deve penetrare progressivamente nell’intelligenza, nella volontà e negli affetti.
Deve diventare un modo di essere.
Per questo il cristiano non è chiamato semplicemente ad ammirare Cristo, ma a lasciarsi trasformare da Lui.
San Paolo descrive questa unione con parole vertiginose: «Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me».
Non significa perdere la propria identità.
Significa permettere alla grazia di purificare e ordinare tutto ciò che siamo, fino a far risplendere in noi i sentimenti e le virtù di Gesù.
L’amore autentico produce sempre una trasformazione.
Chi ama profondamente comincia a guardare le cose con gli occhi della persona amata.
Ne condivide le gioie.
Ne comprende i desideri.
Ne assume, senza accorgersene, alcuni modi di pensare e di agire.
Nell’unione con Cristo, questa trasformazione raggiunge la sua forma più alta.
I MODELLI CHE CONDUCONO A CRISTO
Dio ha voluto che il nostro cammino verso di Lui passasse anche attraverso creature che riflettono in modo particolare la sua bellezza.
La prima fra tutte è la Vergine Maria.
Maria non oscura Cristo.
Lo rende vicino.
Come insegna san Luigi Maria Grignion de Montfort, la maternità della Madonna non si limita alla nascita di Gesù secondo la carne. Ella partecipa, per grazia, alla formazione spirituale dei figli di Dio.
Nella scuola di Maria, il credente impara a ricevere Cristo con umiltà, a custodirlo nel silenzio e a seguirlo fin sotto la Croce.
Anche gli Angeli appartengono a questo ordine di mediazioni.
Essi non sono il termine del nostro cammino.
Sono creature che servono Dio e conducono a Lui.
L’Angelo custode può quindi essere contemplato come un modello celeste delle virtù che ciascuno è chiamato a praticare.
IL MODELLO CELESTE DELLA TUA VOCAZIONE
Una riflessione proposta dal pensatore cattolico Plinio Corrêa de Oliveira considera il rapporto tra l’Angelo custode e la persona custodita come qualcosa di particolarmente profondo.
Secondo questa prospettiva, l’Angelo non sarebbe assegnato casualmente.
Dio avrebbe destinato, fin dall’eternità, uno specifico Angelo a una determinata persona, stabilendo tra i due una misteriosa armonia.
L’Angelo custode sarebbe così il modello celeste delle virtù che quella persona deve sviluppare.
Contemplandolo, potresti vedere la tua vocazione realizzata in una creatura puramente spirituale.
Non vedresti una copia di te stesso.
Vedresti la bellezza delle qualità che Dio desidera far maturare nella tua anima.
Se sei chiamato alla fortezza, troveresti in lui una fortezza pura, priva di orgoglio.
Se sei chiamato alla mitezza, vedresti una mitezza che non è debolezza.
Se la tua missione richiede prudenza, fedeltà o coraggio, queste virtù risplenderebbero nel tuo Angelo in perfetto ordine.
Egli conoscerebbe, meglio di qualsiasi creatura umana, ciò che potresti diventare cooperando con la grazia.
UNA VICINANZA CHE NON ANNULLA LA LIBERTÀ
Questo pensiero può suscitare una domanda.
Se l’Angelo conosce tanto profondamente la nostra vocazione, perché continuiamo a sbagliare?
Perché non impedisce le nostre cadute?
Perché permette che prendiamo decisioni che ci feriscono?
La risposta si trova nel rispetto che Dio stesso nutre per la libertà umana.
L’Angelo può illuminare.
Può suggerire.
Può allontanare alcune occasioni di male e disporre circostanze favorevoli al bene.
Può combattere contro le influenze spirituali che cercano di trascinarci lontano da Dio.
Non può però trasformarci in esseri privi di libertà.
La santità non nasce da una costrizione.
Nasce da un amore accolto e corrisposto.
Per questo l’azione angelica è spesso discreta.
Non si impone con il rumore.
Opera attraverso un pensiero improvviso che richiama al bene.
Una parola ascoltata nel momento giusto.
Un rimorso salutare.
Una luce che permette di comprendere un errore.
Una forza inattesa nel momento della tentazione.
Non tutto ciò che accade interiormente deve essere attribuito direttamente all’Angelo. La prudenza è indispensabile nella vita spirituale.
Eppure la fede ci assicura che la sua presenza e la sua custodia sono reali.
DIO SOLO CONSERVA OGNI COSA NELL’ESISTENZA
La riflessione sul rapporto tra l’Angelo e la persona arriva a toccare un tema particolarmente delicato: il sostentamento nell’essere.
La dottrina cattolica insegna che Dio non si limita ad aver creato l’universo in un momento lontano.
Egli conserva continuamente nell’esistenza tutto ciò che ha creato.
Ogni creatura dipende da Lui.
Non soltanto per iniziare a esistere, ma per continuare a esistere in ogni istante.
Dio solo possiede in Sé stesso la ragione del proprio essere.
Tutto il resto è ricevuto.
San Tommaso d’Aquino insegna inoltre che Dio governa ordinariamente la creazione servendosi di cause seconde. Gli Angeli sono ministri della sua Provvidenza e ricevono compiti reali nel governo del mondo e nella custodia degli uomini.
È tuttavia necessario mantenere una distinzione fondamentale.
Dio solo conserva propriamente le creature nell’essere.
L’eventuale partecipazione degli Angeli a questo ordine resta sempre subordinata, dipendente e strumentale. Non possiedono un potere autonomo accanto a quello divino.
IL MISTERO DELLA COMPLEMENTARITÀ
A partire da queste verità, alcuni autori hanno formulato un’ipotesi spirituale.
L’Angelo custode e la persona affidata alle sue cure potrebbero essere stati pensati da Dio secondo una particolare complementarità.
Nella creazione esistono realtà che acquistano significato anche in relazione ad altre.
Un tetto e delle pareti sono diversi, ma insieme costituiscono una casa.
La terra e il suo satellite formano un sistema ordinato.
Le singole note sono distinte, ma la loro relazione forma una melodia.
Allo stesso modo, Dio potrebbe aver inserito l’Angelo e la persona custodita in un unico disegno provvidenziale.
Questa complementarità non deve essere intesa come se Dio fosse obbligato a creare l’uno insieme all’altro.
Dio non subisce necessità esterne.
Si tratta piuttosto di contemplare l’ordine che Egli, liberamente, ha voluto stabilire.
L’idea che il rapporto tra uno specifico Angelo e una specifica persona tocchi dimensioni particolarmente profonde rimane un’ipotesi teologica e spirituale, non una verità definita dalla Chiesa.
Può però aiutare a intuire qualcosa della sapienza divina.
Dio non crea individui isolati e privi di legami.
Li inserisce in un ordine.
Affida loro una vocazione.
Stabilisce relazioni attraverso le quali essi ricevono, donano e crescono.
QUALCUNO CONTEMPLA GIÀ LA TUA META
Questa riflessione trasforma il modo di guardare la propria vita.
Le tue debolezze non sono l’ultima parola su di te.
Neppure i tuoi peccati, quando vengono riconosciuti e affidati alla misericordia di Dio, definiscono definitivamente ciò che sei.
Accanto alla tua miseria esiste una chiamata.
Accanto alla tentazione esiste una grazia.
Accanto alla confusione esiste un’intelligenza angelica che adora Dio e serve il suo progetto su di te.
Il tuo Angelo vede la distanza che ancora ti separa dalla meta.
Ma vede anche la meta.
Forse è per questo che non si stanca.
Continua a custodire anche quando non viene ricordato.
Continua a illuminare anche quando i suoi richiami vengono ignorati.
Continua a servire il disegno divino con una fedeltà che non conosce distrazione.
IL GIORNO IN CUI COMPRENDEREMO
Su questa terra, il rapporto con l’Angelo custode rimane in gran parte nascosto.
Non vediamo quante volte siamo stati preservati da un male.
Non sappiamo quali pensieri buoni siano stati favoriti dalla sua azione.
Non conosciamo le battaglie spirituali combattute intorno a noi.
Un giorno, nella luce di Dio, tutto potrebbe diventare chiaro.
Potremmo allora riconoscere la pazienza con cui siamo stati accompagnati.
Comprenderemo forse perché alcune porte si chiusero.
Perché un dolore ci costrinse a cambiare strada.
Perché una parola penetrò nel cuore proprio quando stavamo per arrenderci.
E davanti al nostro Angelo potremmo provare due sentimenti insieme.
Il dolore per ciò che avremmo potuto essere e non siamo ancora diventati.
La gratitudine per la bellezza della vocazione che Dio non ha mai cessato di offrirci.
Come un Confiteor seguito da un Magnificat.
Il riconoscimento della nostra povertà.
E subito dopo il canto per le meraviglie compiute dalla grazia.
Il tuo Angelo custode non contempla soltanto ciò che sei oggi.
Nella luce di Dio, egli serve silenziosamente ciò che sei chiamato a diventare.
E questa presenza fedele ricorda che, anche nel tratto più oscuro del cammino, la tua vita continua a essere custodita dentro un disegno di luce.
Attribuzione immagine: Immagine AI generata con ChatGPT di OpenAI, modificata con Canva Pro