"Gli Angeli sono con noi" è un progetto dell’Associazione Luci sull'Est www.lucisullest.it
LA TRAPPOLA DEL DEMONIO CONTRO CHI VUOLE VIVERE NELLA VIRTÙ
Non vivi nel peccato grave.
Preghi.
Cerchi di fare il bene.
Eviti ciò che sai essere contrario a Dio.
Eppure proprio qui può nascondersi una delle trappole più sottili del demonio.
Non sempre il male arriva con una tentazione evidente.
A volte arriva come stanchezza.
Come abitudine.
Come un piccolo pensiero: “In fondo va bene così”.
Dom Jean-Baptiste Chautard, nel suo libro L’anima di ogni apostolato, spiega che il demonio cerca di far cadere anche coloro che sono già sulla via della virtù. Non sempre li spinge subito verso il peccato mortale. Spesso li conduce prima verso la tiepidezza.
Ed è qui il pericolo.
Perché la tiepidezza non sembra una caduta.
Sembra solo una vita spirituale più comoda.
IL FALSO RIPOSO DELL’ANIMA
L’anima tiepida non rifiuta Dio apertamente.
Continua magari a pregare, a credere, a fare il proprio dovere.
Ma perde il fervore.
Si accontenta del minimo.
Comincia a trattare il peccato veniale come una cosa da poco.
Rimanda la preghiera.
Si distrae.
Si giustifica.
E lentamente la coscienza diventa meno sensibile.
Dom Chautard avverte che, senza l’uso fedele dei mezzi spirituali, l’intelligenza si acceca e la volontà si indebolisce.
È un processo lento.
Prima non si vede più bene il pericolo.
Poi non si ha più forza per reagire.
Infine, ciò che prima sembrava grave comincia a sembrare normale.
Il demonio non ha bisogno di distruggere subito un’anima.
Gli basta raffreddarla.
LA GRAZIA VA CUSTODITA
San Paolo ricorda che siamo tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in noi.
Questa è una verità immensa.
Quando l’anima è in stato di grazia, Cristo vive e agisce in essa.
Ma questa presenza va custodita.
Non basta aver iniziato bene.
Non basta evitare i grandi peccati.
Bisogna vigilare.
Perché molte cadute gravi cominciano con piccole infedeltà accettate senza lotta.
Un peccato veniale deliberato.
Una pigrizia spirituale.
Una confessione fatta senza vero dolore.
Una preghiera svuotata.
Piccole cose, forse.
Ma se diventano abituali, indeboliscono l’anima.
E preparano compromessi più grandi.
COME USCIRE DALLA TIEPIDEZZA
Dom Chautard indica una via molto concreta.
Prima di tutto, bisogna ravvivare il timor di Dio.
Pensare alla morte.
Al giudizio.
All’eternità.
Al peccato.
Alla salvezza dell’anima.
Non per vivere nella paura, ma per tornare alla verità.
La vita è seria.
L’anima vale più di tutto.
La grazia non può essere trattata con leggerezza.
Poi bisogna guardare Cristo crocifisso.
Le sue mani trafitte.
Il suo costato aperto.
Il suo Sangue versato.
Davanti alle piaghe di Gesù, il peccato non appare più come una semplice debolezza.
Appare per ciò che è: una ferita all’Amore.
Ma proprio lì nasce anche la speranza.
Perché il Sangue di Cristo può sciogliere il gelo dell’anima, dissipare l’accecamento e ridare forza alla volontà.
NON SIAMO SOLI
In questa battaglia, la Madonna ci accompagna come Madre di Misericordia.
Lei conosce le nostre fragilità meglio di noi.
Vede dove rischiamo di cadere.
Vede dove ci stiamo illudendo.
E accanto a noi c’è anche l’Angelo Custode, che veglia sulla nostra anima e ci aiuta a riconoscere le insidie del nemico.
Il punto decisivo è questo: non dobbiamo pensare di essere ormai al sicuro.
La vera sicurezza nasce dall’umiltà.
Chi sa di essere fragile, prega.
Chi sa di poter cadere, vigila.
Chi sa quanto vale la grazia, la custodisce.
Il demonio cerca di addormentare l’anima.
Cristo invece la risveglia.
E quando un’anima torna a Lui con cuore sincero, ritrova non solo la pace, ma anche il desiderio di amare di più.
Perché la santità non comincia dalla presunzione di essere forti.
Comincia dall’umile decisione di non voler vivere lontani dal Cuore di Gesù.
Attribuzione immagine: Immagine AI generata con ChatGPT di OpenAI, modificata con Canva Pro