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“TENETEGLI BUONA COMPAGNIA”: PADRE PIO E IL MISTERO DELL’ANGELO CUSTODE

Hai mai pensato di non essere davvero solo.
Nemmeno nei momenti più duri.
Nemmeno quando la notte sembra non finire.

Padre Pio ne era certo.

Accanto a lui, sempre, c’era qualcuno.
Invisibile agli occhi.
Ma instancabile nell’agire.

Il suo Angelo custode.

UN COMPAGNO SILENZIOSO, FIN DALL’INFANZIA

Immagina un bambino che si ferma nei campi.
Incide una croce sulla terra.
Si raccoglie in preghiera.

Francesco Forgione era ancora piccolo, e già viveva con lo sguardo rivolto all’alto.
Aveva capito una cosa essenziale:
il male non si affronta da soli.

Gli Angeli non erano per lui un’idea astratta.
Erano alleati.
Presenze vive.

E in mezzo a loro, uno in particolare.
Il suo “buon Angiolino”.

UN RAPPORTO FATTO DI FIDUCIA… E VERITÀ

Padre Pio non parlava del suo Angelo come di una forza impersonale.
Lo chiamava.
Gli parlava.
Si affidava.

E, a volte, lo rimproverava.

Sì, perché la loro relazione era reale.
Così reale da permettere anche una confidenza ruvida, umana.
Quando il dolore era troppo forte.
Quando l’attacco del male sembrava insostenibile.

Eppure, l’Angelo non se ne andava mai.
Rimaneva.
Vegliava.
Aspettava.

Sempre fedele.
Sempre vicino.

“MANDAMI IL TUO ANGELO CUSTODE”

Quante volte Padre Pio lo ripeteva.

Quando non poteva scrivere.
Quando non poteva parlare.
Quando l’obbedienza gli imponeva il silenzio.

Gli Angeli, per lui, colmavano le distanze.
Portavano messaggi.
Raccoglievano lacrime.
Trasmettevano intenzioni.

Non per magia.
Ma per amore.

Dietro ogni episodio sorprendente, c’era una certezza profonda:
Dio non lascia mai soli i suoi figli.

LA SOLITUDINE CHE INGANNA

Padre Pio lo sapeva bene:
la solitudine è una delle trappole più pericolose.

Ti fa credere che nessuno ti veda.
Che nessuno ti ascolti.
Che la lotta sia solo tua.

Ma non è così.

Accanto a te c’è uno spirito puro.
Delicato.
Sensibile.

Un amico che prega per te.
Che offre a Dio le tue buone azioni.
Che ti protegge anche quando tu ti allontani.

Persino quando pecchi.

LA PRESENZA CHE RESTA, ANCHE NEL BUIO

Padre Pio lo spiegava con parole limpide.
Quando l’uomo pecca, Dio rispetta la sua libertà e si ritira.
Ma l’Angelo resta.

Resta fino all’ultimo istante.
Fino all’ultima possibilità di ritorno.

Questo è il segno di una misericordia che non forza, ma accompagna.
Che non impone, ma attende.

E che non abbandona mai.

“TENETEGLI BUONA COMPAGNIA”

Ecco il cuore del messaggio.

L’Angelo non è un servitore da usare.
È un compagno da rispettare.

La vera devozione non è chiedere sempre.
È camminare insieme.
È evitare il peccato che ferisce anche il suo sguardo puro.
È ricordarsi della sua presenza, ogni giorno.

Padre Pio voleva insegnare questo.
Non una spiritualità spettacolare.
Ma una fedeltà semplice.
Concreta.
Silenziosa.

UN’ORA DECISIVA

Padre Pio lo disse chiaramente:
questa è l’ora degli Angeli.

Un tempo di lotta.
Un tempo di confusione.
Un tempo in cui il male agisce senza rumore.

Proprio per questo, è il tempo di riscoprire gli alleati che Dio ci ha dato.
Non per paura.
Ma per speranza.

Perché nessuna battaglia è persa, se non la combattiamo da soli.

E accanto a noi, invisibile ma attivissimo,
c’è ancora il nostro Angelo custode.

Attribuzione immagineImmagine AI generata con ChatGPT di OpenAI, modificata con Canva Pro